La Fiom astigiana in stato di agitazione: “Estenderemo a tutta la giornata lavorativa lo sciopero dell’11 aprile”

Il sindacato contesta i licenziamenti operati da 6 diverse aziende nei confronti di 7 lavoratori, esattamente quattro nel 2023 e tre nel 2024

Stato di agitazione da arte della Fiom Cgil di Asti, per una preoccupante serie di licenziamenti che stanno avvenendo in diverse aziende dell’Astigiano.

“Nell’ultima Assemblea Generale si è discusso dei licenziamenti operati da 6 diverse aziende nei confronti di 7 lavoratori, esattamente quattro nel 2023 e tre nel 2024 e questi nelle aziende dove all’interno vi è il sindacato, ma abbiamo conoscenza di altri licenziamenti in aziende più piccole, dove i lavoratori si sono rivolti a noi – spiega Vito Carelli, segretario della Fiom – Per la nostra organizzazione, tra questi licenziamenti, quelli che riteniamo più inaccettabili, anche se gravi sono tutti, sono quelli che prevedono la soppressione della mansione e il licenziamento per giustificato motivo oggettivo”.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e protestare nei confronti del mondo delle imprese, diverse RSU di alcune aziende, come Dierre, Atra, Johnson Electric e Imperia&Monferrina, Maina Organi di trasmissione ci hanno già comunicato che estenderanno lo sciopero generale dell’ 11 aprile, dichiarato da CGIL e UIL a livello nazionale, a tutta la giornata lavorativa, quindi con 8 ore di sciopero, ma altre aziende stanno valutando se farlo anche loro, come O/Cava, Nuova Tecnodelta ed altre. Questa agitazione- ad oggi – è stata comunicata solo dalla Fiom Cgil.

“Crediamo quindi doveroso che i lavoratori metalmeccanici astigiani diano una risposta al mondo delle imprese – conclude Carelli –  Con la situazione di crisi economica e sociale e con le grandi difficoltà a entrare o rientrare nel mondo del lavoro, non si può accettare questa facilità di licenziamento da parte delle imprese astigiane”

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